Le vite silenziose di Brixia: un viaggio sentimentale oltre la Storia ufficiale
- Antonello Livrano
- Jan 12
- 3 min read
Updated: Jan 14
C'è un confine sottile, talvolta impercettibile, che separa la Storia con la "S" maiuscola dalla vita vera. La prima è quella che siamo abituati a vedere nei libri di scuola e nei percorsi turistici: è la storia scolpita nel marmo candido del Capitolium, quella celebrata dalle iscrizioni onorarie, scandita dalle vittorie militari e definita da architetture imponenti che sfidano i millenni per ricordarci la grandezza dell'Impero. È una narrazione potente, ma inevitabilmente parziale, quasi una scenografia teatrale che mette in luce i protagonisti — imperatori, consoli, divinità — lasciando in penombra tutto il resto. Per molto tempo abbiamo guardato alla nostra Brixia ammirandone solo questo volto di pietra, solenne e immobile.

Abbiamo camminato sul decumano dimenticando che quelle strade non erano spazi vuoti da musealizzare, ma arterie pulsanti, caotiche, vive. Sotto le tuniche di marmo delle statue batteva un cuore umano; dietro le grandi celebrazioni pubbliche si nascondeva un universo di sussurri, di mani che lavoravano l'argilla o il metallo, di sguardi che si incrociano, di paure inconfessate e gioie quotidiane. È un mondo che la storiografia tradizionale ha spesso relegato al ruolo di comparsa, una folla indistinta sullo sfondo dei grandi eventi. Ma è proprio lì, tra le pieghe di quel silenzio secolare, che risiede l'anima più autentica della città.
È per dare voce a questo silenzio, per illuminare le zone d'ombra della nostra memoria collettiva, che nasce "Brescia antica e le sue storie invisibili". Il nuovo volume di Filli Rossi, edito da Quorum Edizioni, non è solo un’indagine archeologica: è un atto di restituzione. L'autrice compie un'operazione culturale coraggiosa e delicata, ribaltando la prospettiva abituale. Invece di guardare la città dall'alto dei suoi monumenti, sceglie di guardarla ad altezza d'uomo, attraverso gli occhi di chi quella città l'ha vissuta, costruita e abitata giorno per giorno, senza mai finire nei resoconti ufficiali.
Questo libro non chiede al lettore di essere un accademico, ma di farsi viaggiatore nel tempo, disposto a lasciarsi sorprendere dalla "microstoria". Filli Rossi prende i dati di scavo — elementi che potrebbero apparire freddi, frammentari o puramente scientifici — e li trasforma in materia viva, vibrante. Le pagine scorrono come un diario sentimentale e personale, dove un semplice coccio, una lucerna sbeccata o un'iscrizione funeraria apparentemente minore diventano la chiave per aprire le porte di case ormai dimenticate.

Ci addentriamo così nelle esistenze di donne che gestivano affari o famiglie, di soldati stanchi di ritorno dal fronte, di artigiani chini nelle loro botteghe e di bambini i cui giochi sono rimasti intrappolati nel tempo. Non sono più "tipologie sociali" o fredde statistiche demografiche: grazie alla penna dell'autrice, tornano ad essere persone con nomi, ambizioni, fatiche.
A rendere ancora più immersivo questo percorso è il dialogo costante tra la parola scritta e l'immagine. Le illustrazioni di Pier Luigi Dander e Laura Marchesini non si limitano a decorare il testo: sono vere e proprie ricostruzioni emotive. Dove l'archeologia ci consegna un frammento, il disegno ci restituisce l'intero, permettendoci di visualizzare gesti, abiti e atmosfere di una quotidianità perduta. È una linea del tempo alternativa, parallela a quella dei manuali, che ci insegna a guardare Brescia con una consapevolezza nuova: ogni pietra su cui camminiamo oggi custodisce una memoria umana che attendeva solo di essere raccontata.
Dal libro all'incontro: ParlaTosio
Un'opera così profondamente legata all'identità cittadina e alla riscoperta delle nostre radici merita di essere raccontata a voce alta, in un luogo che fa della conservazione della bellezza la sua missione. Per questo, il libro sarà il protagonista del prossimo appuntamento del ciclo ParlaTosio — Conversazioni in Pinacoteca.
Non sarà una semplice presentazione formale, ma un momento di condivisione per sfogliare insieme questa mappa inedita di Brescia. Guidati dalle parole dell'autrice Filli Rossi, e attraverso il dialogo con Aurora Raimondi Cominesi (conservatore delle Collezioni e aree archeologiche) e Stefano Karadjov (Direttore di Fondazione Brescia Musei), vedremo riaffiorare le storie invisibili che abitano il sottosuolo della città.
Vi invitiamo a unirvi a noi per celebrare l'uscita del volume e ascoltare queste storie prendere vita.
Quando: Giovedì 15 gennaio 2026, ore 18:30
Dove: Pinacoteca Tosio Martinengo, Piazza Moretto 4, Brescia
L'ingresso è gratuito (fino a esaurimento posti), ma vi consigliamo vivamente di riservare il vostro posto per non perdere l'occasione di questo incontro ravvicinato con la storia.
Per Prenotazioni o maggiori dettagli sull'evento ospitato da Brescia Musei: Scheda evento Fondazione Brescia Musei
Il libro "Brescia antica e le sue storie invisibili" vi aspetta per svelarvi ciò che i monumenti, da soli, non possono raccontare.

Per chi volesse arrivare all'incontro preparato, o per chi desidera assicurarsi subito una copia di questo viaggio nella memoria cittadina, il volume è disponibile per l'acquisto diretto nel nostro catalogo online:
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